







| "I don't care if I'm old
I don't mind if I don't have a mind Get away, get away from your home I'm afraid, I'm afraid of a ghost" Siccome ho una botta di autostima passerò qui a descrivere i miei prossimi anni della mia vita: - tra un anno mi accorgerò che non riuscirò a finire l'Università e testardo come al solito mi troverò un lavoro che non mi piace per mettere da parte un po' di soldi - le spese saranno sempre troppe e non riuscirò mai a rientrare a studiare, quindi me la prenderò con chiunque mi vorrà stare vicino mandando a puttane gli amici e la ragazza - dopo un po' probabilmente mi stuferò di stare solo e prenderò ad uscire,magari con i colleghi di lavoro e troverò una donna che odierò,ma sarà l'unica a voler stare con me, e data la mia dipendenza dal sesso opposto, mi ci metterò - a questo punto avrò mandato a quel paese la maggior parte dei miei ideali e quindi probabilmente mi indebiterò per la vita per una casa ed un matrimonio - ovviamente la cosa non reggerà più di due anni, quindi finirò divorziato - per la fine ci sono due casi: a 40 anni verrò colto dall'amico infarto e la facciamo finita lì, oppure ammazzerò una serie di gente che mi rompe le palle con un fucile a pompa, poi mi ammazzerò in un modo vigliacco Beh,direi che non è male,no? Una vita del cazzo XD Potrei accettare anche scommesse... |
| "e quelle che sanno
spiegarti l'amore o provano almeno a strappartelo fuori e quelle che mancano sanno mancare e fare più male" E dopo la citazione di Ligabue, di cui devo ringraziare il cd di mia sorella che mi ha tenuto compagnia in macchina stamattina, devo dire semplicemente che ho aggiornato il blog, tipo le cose fatte e i giochi finiti e poi riporto un mio intervento di netlog:
'Ieri notte mentre lottavo con il mio ipod ed i suoi podcast mi è venuto in mente di fare questo post, perché alla fine è giusto per esprimere questo mio pensiero. Fondamentalmente si basa sul fatto che la gelosia è un cancro per le relazioni. Un po' di gelosia, il volere l'attenzione dell'altra persona, il volere occupare il suo tempo ed i suoi pensieri, è una cosa sana e parte integrante di un rapporto. Il problema sorge quando si pretende una cosa simile, quando la si vuole imporre all'altro. In questo caso si va a deteriorare il rapporto, pensando unicamente a sé stessi, senza ricordarsi che per volere le attenzioni dell'altra persona bisogna guadagnarsele, bisogna continuare a guadagnarsele ogni giorno e la cosa è ovviamente reciproca... Le persone (e qui non si fa distinzioni di sesso,anche se generalmente le ragazze sanno essere più stronze XD) tendono invece a pretendere tali attenzioni in nome della relazione, dimenticandosi evidentemente che niente dura per sempre e che se si vuole mantenere una forza serve esercitare un lavoro (passatemi la metafora fisica). Ho visto tante scenate per gelosia da parte di persone più o meno care, nei miei confronti ed in confronti di altri, ma le reputo tristi e insensate, deterioranti per il rapporto. Io penso che una persona non debba essere vincolata ad un'altra sola persona a forza, ma solo se la cosa è consenziente, se entrambe riescono a vincere qualsiasi altra interferenza ed ad ottenere le attenzioni dell'altro. Ma non bisogna pretenderle, bisogna guadagnarle...' |
| Art 3: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art 9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Art 17: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Art 30: È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. Art 33: L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. E mi fermo più per mia personale poca voglia che per altro... Ragazzi, al presidente del Consiglio (che in questo momento ha in mano anche la maggioranza assoluta di entrambe le camere) non gliene frega niente delle nostre voci, delle nostre proteste: ha detto che manderà la polizia per evitare le occupazioni. Allora prima di tutto mi rivolgo alla polizia, siete persone come noi, pensate se questo è giusto per coloro che rappresentano il nostro futuro, se è questo lo stato che volete dare in mano ai vostri figli. E poi mi rivolgo ai ragazzi, il '68 ci ha dato, tra le tante cose negative, dei valori e delle possibilità che prima erano solo dei miraggi, i nostri padri, zii, cugini e chi più ne ha più ne metta, hanno lottato per rendere possibile tutto questo, ora stanno cercando di distruggerlo, tocca a noi reagire... E se non vorrano stare a sentire gli scioperi, abbiamo ancora uno strumento,ma serve la collaborazione di tutti, ed è il referendum abrogativo, almeno potremo ribellarci,anche se con tempistiche del tutto fuori norma... Poi mi rivolgo a tutti coloro che voteranno alla prossime elezioni... Ognuno ha le sue idee e DEVE esprimerle, ma vi prego, non credete a quello che dice Berlusconi, sta mandando in miseria l'Italia, da tutti i punti di vista, la sta trasformando in una dittatura... Ricordate, il futuro dipende da noi, da tutti noi...
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| Poi siamo entrati e abbiamo ascoltato l'intervista a Licia e a Shimon Adaf, il primo scrittore fantasy israeliano, che è stata molto interessante e divertente ^__^ Dopo ovviamente mi sono fatto firmare il libro,avevo portato 'Nihal della terra del vento', che mi sembrava il più appropiato, tra l'altro penso fossi l'unico ad averlo con la copertina rigida, tutti hanno portato o 'la Ragazza Drago' o le cronache riunite o le guerre, sempre riunite... Boh O_o Tra l'altro volevo lasciare il mio contatto alle ragazze che avevo conosciuto prima, ma si sono volatilizzate O_o Nel vero senso della parola, in due secondi prima c'erano e poi no O_o Quindi faccio un mezzo appello qui XD Alla bergamasca, all'astrofisico e alla scrittrice quasi sposata XD Se volete contattatemi che così ci scambiamo i contatti ^___^ A parte questo sono incasinatissimo con la scuola ed è un periodo di merda, sul serio, speriamo si sollevi... Non ne posso davvero più... Almeno oggi mi ha sollevato un po' il morale... Ma torniamo a cose meno serie... Avendo finito di leggere l'ultimo libro di Margaret Weis e Tracy Hickman, ho deciso di fare un pg dedicato a Feal Thas, che ho decisamente rivalutato, e che mi ha colpito molto (anche per il modo stupido in cui è morto) e quindi... datemi un parere ^__^ DESCRIZIONE: Feal è alto 1,60, e pesa 50 Kg. Ha una corporatura robusta e una lunga chioma bionda che gli scende fin dopo le spalle, coprendogli le orecchie elfiche e, sempre per mascherare la sua natura, porta una barbetta incolta. Nonostante questo gli occhi verdi ed inclinati tradiscono il suo retaggio. La pelle chiara è levigata dalla lunga permanenza in ambienti dal clima freddo. Tiene molto di conto il suo aspetto fisico che è puntualmente preciso, pulito e curato; i vestiti sono spesso delle lunghe vesti bianche con dei ricami azzurro chiari. La sua vita lo ha reso sicuro delle sue capacità, oltre che diffidente verso gli elfi, che ritiene indiscriminatamente dei voltafaccia e traditori (tanto che ha trasformato il cognome elfico della sua famiglia in comune), e generalmente cauto a dare confidenza. Si pone spesso su una scala totalmente differente dagli altri. Essendo sempre stato abituato ad ambienti aperti odia sentirsi al chiuso per troppo tempo,manifestando attacchi di claustrofobia se non sente di avere tutta l'aria di cui ha bisogno. ============================= BACKGROUND: Nato in un insediamento elfico nella foresta di Lurkwood da un'elfa della luna e un mercante di Silverymoon Feal si è sempre trovato in difficoltà fra i suoi simili: più alto, più robusto ma decisamente meno agile della media, è sempre stato visto come diverso. Gli unici amici d'infanzia che ricorda sono gli animali del bosco che,quantomeno, non lo hanno mai tradito, come invece ha fatto la sua famiglia: infatti quando compì 30 anni fu gentilmente invitato a lasciare la foresta. Tutto questo perché aveva osato avvicinare una nobile decisamente più grande di lui. Ovviamente la colpa non era solamente sua, e la sua parte umana lo rendeva decisamente più maturo di tutti i suoi coetanei elfi, ma nessuno volle sentire scuse, d'altronde non si trattava di una punizione, ma di un consiglio fraterno. L'ira crebbe in lui e rinnegando tutto quello a cui pensava di appartenere rubò tutto l'oro che riuscì a trovare, un po' di viveri e scappò senza alcuna meta precisa. Passò il peggior anno della sua vita, nell'incertezza di arrivare al giorno seguente per mancanza di cibo o per un assalto dei briganti. Arrivò perfino a pensare con nostalgia ai bei giorni passati ad addestrare cavalli e nella biblioteca di famiglia. Tutto terminò quando si ritrovò ad attraversare le montagne, credendo di trovare un'altro bel bosco aldilà. Quello che trovò fu però Icewind dale, decisamente l'antipodo della sua vecchia casa, e decisamente lontano da quello che sperava. Ma qui trovò anche la sua salvezza: in una piccola pineta trovò quello che sarebbe stato il suo maestro di vita, un vero padre (d'altronde il primo non l'aveva mai conosciuto, e nemmeno ci teneva). Elistar, questo era il suo nome, era un umano gigantesco, superava i due metri di altezza, ed era ormai da parecchio tempo il custode di quel piccolo angolo di verde nella desolazione di Icewind dale. Trovato Feal, lo prese come suo discepolo,insegnandogli tutto ciò che sapeva, per farne il suo successore. Il mezzelfo sviluppò però idee decisamente più aggressive rispetto al suo maestro: le steppe ghiacciate e il silenzio che regnava su di esse rafforzarono in lui la convinzione che la natura stava ormai morendo, giorno dopo giorno, era necessario riportare tutto allo stato iniziale, come era in quel posto, dove la natura manifestava tutta la sua forza indomabile,dove ci si poteva sentire vivi e debitrici verso di lei. Tenendo sempre in mente questo, dopo dieci anni di apprendistato Feal lasciò la sua foresta e il suo maestro in cerca di suoi fratelli, che era sicuro, avessero già iniziato quello che lui aveva solamente immaginato. |